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Recensione
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#film #cinema #recensioni #sentieriselvaggi.it
Un vero Open Day operativo, 2 giorni di attività intensa con lezioni teoriche e laboratori pratici del biennio base della Scuola, utile per chi è interessato ai percorsi Unicinema e Scuola di Cinema
L'articolo A scuola di cinema – 3 e 4 maggio proviene da SentieriSelvaggi.
Vuoi Fare Cinema? Scoprilo con Noi in un Weekend!
Ti offriamo un Workshop di orientamento gratuito:Â 2 giorni tra teoria e pratica per conoscere docenti e percorsi didattici della Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi.
Prossima edizione:
sabato 3 e domenica 4 maggio 2025.
Prenotazioni in ordine di tempo
Sogni di fare cinema? Questo workshop gratuito ti farà vivere l’esperienza di un vero set cinematografico!
Un vero Open Day operativo, due giorni di attività intensa con lezioni teoriche e laboratori pratici del biennio di base della Scuola, utile per chi è interessato ai percorsi Unicinema e Scuola di Cinema.
Si parte della teoria della sceneggiatura e dei prodotti che oggi vediamo al cinema e sulle piattaforme per poi girare e montare un cortometraggio.
Si conoscono i ruoli del set e si mettono le mani sulle macchine, si lavora insieme alla costruzione di una storia per immagini.
 Cosa ti aspetta?
 Un’introduzione al linguaggio cinematografico
 Lezioni con professionisti del settore
 Un’esperienza pratica completa: dalla sceneggiatura al montaggio
 Quando?
 3-4 maggio 2025
 Dove?
 Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi a Roma in Via Carlo Botta 19Â
 Per chi?
Giovani tra 18 e 30 anni appassionati di cinema
 Come partecipare?
Il workshop è gratuito fino a esaurimento posti! Compila il modulo online e barra la casella tra i corsi di Orientamento
ISCRIVITI QUI
PRIMA GIORNATA
Sabato, ore 15.00-19.00
RIPRESA E FOTOGRAFIA
Lezione di Giovanni Bruno e laboratorio interni/esterni di Elisabetta Angelillo e Sergio Proto
L'articolo A scuola di cinema – 3 e 4 maggio proviene da SentieriSelvaggi.
Dall'11 al 13 aprile torna il festival internazionale dedicato alle produzioni a tematica lesbica e femminista. L'apertura con Desert Hearts di Donna Deitch, ospite d'onore e testimonial dell'evento
L'articolo La XX edizione di Immaginaria al Cinema Nuovo Sacher proviene da SentieriSelvaggi.
Il Cinema Nuovo Sacher di Roma ospiterà per la sua 20° edizione Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women dall’11 al 13 aprile. Il festival internazionale con proiezioni, incontri con le autrici e dibattiti legati al ruolo delle donne nel cinema e nella società , esplora la loro cinematografia e in particolare le produzioni a tematica lesbica e femminista.
Immaginaria parte venerdì 11 aprile con una proiezione speciale di Desert Hearts, film della regista Donna Deitch, ospite d’onore e testimonial dell’evento. La cineasta incontrerà il pubblico per analizzare l’impatto culturale della sua opera nella cornice delle rappresentazioni delle relazioni lesbiche su grande schermo e del potere dell’audiovisivo come strumento di cambiamento sociale.
Nel corso del weekend saranno presentati 26 titoli tra lungometraggi, documentari e cortometraggi, provenienti da Austria, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Argentina, Canada, Stati Uniti, Cina, Australia, Nuova Zelanda, Vietnam e Filippine. I film in programma affrontano temi centrali per la comunità LGBTQ+, come la discriminazione, il percorso di crescita e autodeterminazione e i complessi rapporti familiari. Inoltre, per tutta la durata del festival, sarà possibile visitare la Mostra dei manifesti delle venti edizioni di Immaginaria ripercorrendo la storia e l’evoluzione dell’evento.
La cerimonia di chiusura avrà luogo domenica 13 aprile sempre al Nuovo Cinema Sacher con la premiazione delle opere vincitrici nelle categorie Miglior lungometraggio, Miglior documentario e Miglior cortometraggio decretate dal pubblico.
Qui il programma completo.
L'articolo La XX edizione di Immaginaria al Cinema Nuovo Sacher proviene da SentieriSelvaggi.
Il regista americano riceverà il premio alla carriera il 14 maggio, durante la cerimonia di apertura della Quinzaine des Cinéastes
L'articolo Cannes 78: alla Quinzaine Todd Haynes riceve la Carrosse d’Or proviene da SentieriSelvaggi.
Tood Haynes riceverà , durante il festival di Cannes, la Carosse d’Or, il premio alla carriera assegnato dal SRF, il sindacato dei registi francesi. Per la precisione, verrà premiato il 14 maggio, all’apertura della Quinzaine des Cinéastes, la sezione collaterale del Festival francese curata dal sindacato. Il regista americano quest’anno era stato presidente della giuria della Berlinale, dove ha premiato con l’Orso d’oro il film norvegese Dreams.
La motivazione del sindacato è la seguente: “I film del regista sono stati abitati da una grande fede nelle possibilità sperimentali e narrative del cinema. Il suo genio è quello di commuoverci e ipnotizzarci in una sola mossa, combinando il virtuosismo formale con un’infinita empatia e tenerezza. I suoi film sono un rifugio per chiunque conosca il prezzo pagato per i propri sentimenti e per l’essere diverso. Un artista che ha scosso le norme e le strutture del cinema per mettere meglio in discussione le nostre rappresentazioni sociali, razziali e di genereâ€.
Tra i precedenti vincitori della Carrosse d’Or della Quinzaine des Cinéastes, che viene assegnata dal 2002, figurano Andrea Arnold, Kelly Reichardt, Martin Scorsese, David Cronenberg e Jane Campion.
Cineasta indipendente, frequentatore dei grandi festival, pioniere del cinema queer, capace di mischiare i generi, di rompere tabù, di unire il citazionismo e l’innovazione attraverso opere come Superstar: The Karen Carpenter Story, Safe, Velvet Goldmine, Lontano dal Paradiso, Io non sono qui, Carol e May December. L’ultimo film di Todd Haynes era in fase di pre-produzione e avrebbe dovuto raccontare una storia d’amore gay ambientata negli anni ’30, quando la star Joaquin Phoenix si è improvvisamente tirata indietro, mettendo il progetto in stand-by.
L'articolo Cannes 78: alla Quinzaine Todd Haynes riceve la Carrosse d’Or proviene da SentieriSelvaggi.
Sabato 5 aprile il quartiere Pigneto di Roma ospiterà l'evento itinerante per la presentazione della fanzine, tra letture, performance, esperimenti poetici e momenti conviviali
L'articolo A Roma la Carovana Mulinex proviene da SentieriSelvaggi.
Sabato 5 aprile il quartiere Pigneto ospiterà un evento itinerante per il lancio di Mulinex, una nuova fanzine autoprodotta dedicata al fumetto indipendente, che si distribuirà in vari punti del quartiere. La rivista vuole essere innanzitutto un’antologia che raccoglie il lavoro di quattro autori internazionali per la prima volta tradotti in italiano: David Tea del Minnesota, noto per i suoi racconti che intrecciano svariate tematiche e sperimentazione grafica, che sarà presente sulle pagine della fanzine con un estratto da Five Perennial Virtues #2 ; Walker Tate, autore e cartoonist di Brooklyn, presenta il suo Extract; Isobel Neviazsky da Glasgow, che con il suo The Driver tratta di schiavitù contemporanea; e, infine, Ian Sundahl che racconta la vita degli outsider nella periferia americana, su Mulinex debutta in italiano con Il riflettore, un fumetto inedito di otto pagine, insieme a Tonight’s Entertainment e Terri Story.
Non si tratta solo di una presentazione editoriale, ma di un’esperienza che unisce diversi linguaggi. Il fumetto incontra la poesia, grazie ai testi firmati da Marco Caporali e Alessio Trabacchini, la fotografia di Andrea Sorini dialoga con la performance e le letture diventano degli happening itineranti, di “guerrilla”. Mulinex nasce dall’ “ambizione di provare a tornare per strada” come spiega il regista fondatore e organizzatore dell’evento Fulvio Risuleo. “Potrebbe essere una buona occasione per rivedersi dal vivo, parlare di autoproduzione”.
Qui tutte le tappe della Carovana:
Bar Volo, via Francesco Laparelli 65 – Lettura del fumetto Five Perennial Virtues #2 di David Tea.
Carrefour Market, via Casilina angolo via Filarete 288
Kolatadesign, via del Pigneto 150/B
Corsetti, piazza Malatesta 21
Linea Bar, via Augusto Dulceri 89
Piazza Nuccitelli
Semaforo (angolo via Prenestina/largo Preneste all’altezza del civico 242/A, sotto la scritta “radiodiagnosticaâ€)
Salone Mirella, via Maddaloni 42 – Reading in musica del fumetto The Driver di Isobel Neviazsky. A seguire, concerto di Andra Ljos
Metro C da Malatesta a San Giovanni (primo vagone)
Sesamo e Pomodoro Kebab, via Gallia 228
Sinu3ss4, via Sinuessa 34 – Lettura del fumetto Extract di Walker Tate e finale a sorpresa
L'articolo A Roma la Carovana Mulinex proviene da SentieriSelvaggi.
L'attrice presenta la sua mostra esclusiva per l'Eye Filmmuseum di Amsterdam svelando le collaborazioni con figure di spicco dell'arte del calibro di Luca Guadagnino, Jim Jarmusch e Derek Jarman
L'articolo Tilda Swinton – Ongoing: la nuova esposizione proviene da SentieriSelvaggi.
Dal 28 settembre all’8 febbraio 2026, l’artista e attrice Tilda Swinton presenterà Tilda Swinton – Ongoing, una mostra esclusiva per l’Eye Filmmuseum di Amsterdam. In questa esposizione l’attrice collabora con figure di spicco dell’arte nella creazione di nuove opere. Tra i collaboratori ci sono Luca Guadagnino, Joanna Hogg, Jim Jarmusch, Olivier Saillard, Tim Walker e Apichatpong Weerasethakul. La mostra includerà anche lavori di Pedro Almodóvar e del compianto Derek Jarman.
Nel descrivere Ongoing, Swinton riflette sul suo percorso di attrice concentrandosi sulle collaborazioni che hanno segnato la sua carriera. “Eye mi ha dato l’opportunità di riflettere sulla meccanica della mia pratica lavorativa negli ultimi quarant’anni. Nel focalizzare l’attenzione sulle relazioni creative profondamente arricchenti della mia vita, ne condividiamo le narrazioni e le atmosfere che ci ispirano: offriamo nuovi lavori, appositamente realizzati per la mostra Eye, come i gesti più recenti nati da varie conversazioni che mi mantengono curiosa, impegnata e nutritaâ€. La mostra esplora temi come la natura, la memoria, antenati, spiriti, amicizie e lo spazio della creazione che l’attrice ha condiviso con alcuni dei registi con cui ha collaborato.
In Ongoing, questi concetti prendono forma in otto opere alcune delle quali in collaborazione con altri partner creativi. In cinque dei lavori realizzati sono coinvolti alcuni dei registi a cui Swinton è più legata: Pedro Almodóvar, Luca Guadagnino, Joanna Hogg, Jim Jarmusch e Apichatpong Weerasethakul. La sesta opera è una performance e installazione sviluppata con il curatore Olivier Saillard, ispirata all’archivio personale dell’attrice. La settima, attraverso l’obiettivo del fotografo Tim Walker, esplora le radici di Swinton, mentre l’ottava include materiali inediti dell’archivio del regista Derek Jarman.
“Un filo continuo (ongoing) – e ininterrotto – di briciole di pane attraverso il bosco, nuove foglie su alberi di vecchia data. Il semenzaio perpetuo. Sono così fortunata, nel dono di un tale invito, di tali amici e di una tale vitaâ€.
La mostra sarà visitabile dal 28 settembre 2025 e sarà accompagnata da un ampio programma di film e conferenze.
Qui maggiori informazioni.
L'articolo Tilda Swinton – Ongoing: la nuova esposizione proviene da SentieriSelvaggi.
Un viaggio nostalgico e lucidissimo nella filmografia dei fratelli Lumière, che dimostra come nelle loro opere sia già racchiusa tutta la storia del cinema, passata, presente e futura
L'articolo Lumière – L’avventura del cinema, di Thierry Frémaux proviene da SentieriSelvaggi.
“Quando questi apparecchi saranno a disposizione del pubblico, quando ognuno potrà fotografare i propri cari nei loro movimenti, nel loro azioni, nei loro gesti familiari, con le parole sulle labbra, la morte non sarà più assolutaâ€. Così il primo critico cinematografico della storia scrisse il 30 dicembre 1895, due giorni dopo la prima proiezione cinematografica a pagamento organizzata dai fratelli Lumière, che avevano appena creato il cinema, forse la più significativa invenzione moderna. Ed è su questa sorta di “profezia”, sui concetti di (im)mortalità , eredità e lascito, che Thierry Frémaux costruisce il suo Lumière – L’avventura nel cinema, un viaggio nostalgico ma allo stesso tempo lucidissimo sul cinema delle origini, e quindi sul cinema stesso.
Dopo Lumière! La scoperta del cinema, che nel 2016 aveva portato nelle sale 114 film prodotti dalla Société Lumière, Frémaux torna con una nuova selezione, questa volta di 120 pellicole, ancora una volta restaurate in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Il direttore dell’Istituto Lumière di Lione, nonché Delegato Generale del Festival di Cannes, le raggruppa in diverse sezioni tematiche, dalle riprese cittadine a quelle dei plotoni a cavallo, accompagnandole con un testo scritto da lui stesso e doppiato da Valerio Mastandrea per la versione italiana.
Delle oltre duemila vedute realizzate dai Lumière tra il 1895 e il 1905, quelle viste in Lumière – L’avventura del cinema sono solo una frazione, ma sono sufficienti a far emergere tutta la loro abilità e consapevolezza di registi. Lo si vede nella messa in scena (come nella famosissima uscita dalla fabbrica degli operai), nella scelta delle inquadrature costruite al millimetro, nell’utilizzo della profondità di campo e nel sapiente uso della luce e degli spazi, che contribuiscono alla costruzione del racconto e alla rappresentazione di vari spaccati sociali.
Forse senza comprendere fino in fondo la portata della loro invenzione, Auguste e Louis avevano però capito una cosa: il cinema è un’arte popolare, legata a doppio filo ai gusti del pubblico. I due fratelli, infatti, si sforzarono fin da subito di cercare formule, soggetti, situazioni sempre diverse. Basta guardare alla prima, storica proiezione ufficiale del 28 dicembre 1895, in cui si passa dal film di finzione, al documentario, alla commedia e al dramma. Nei 50 secondi delle loro opere è già racchiuso molto del cinema che sarebbe venuto in seguito, compresa l’idea di remake e sequel. E, senza dubbio, è racchiuso molto del cinema che verrà in futuro. Perché la storia dei fratelli Lumière, e quindi la storia del cinematografo, altro non è che l’intera storia del cinema.
Titolo originale: Lumière, l’aventure continue!
Regia: Thierry Fremaux
Voce: Valerio Mastandrea
Distribuzione: Cineteca di Bologna e Lucky Red
Durata: 105′Â
Origine: Francia, 2024
L'articolo Lumière – L’avventura del cinema, di Thierry Frémaux proviene da SentieriSelvaggi.
Sam Altman di OpenAi ha rivelato che i server delle GPU ChatGPT stanno bruciando per le milioni di richieste di immagini in stile Ghibli . Basterà la limitazione introdotta a frenare la moda social?
L'articolo La Ghibli-mania fuori controllo manda ChatGPT in down proviene da SentieriSelvaggi.
Sam Altman ha apprezzato che i tantissimi utenti che usano tutti i giorni ChatGPT stiano creando immagini in stile Ghibli, ma allo stesso tempo si è detto preoccupato per il sovraccarico di richieste. A quanto pare, come lo stesso CEO di OpenAI dichiara: “le nostre GPU si stanno fondendo, sono rallentate”. Altman ha anche scritto su X di aver dovuto inserire un limite alla creazione di immagini, dato che ora, essendo ChatGPT gratuita, tutti hanno accesso libero. La Ghibli-mania che ha colpito il mondo intero nel giro di pochi giorni sta quindi mettendo a dura prova l’IA, ma ancora non si è trovata una quadra in termini di copyright. Mentre il silenzio di Hayao Miyazaki e tutto lo Studio Ghibli si fa sempre più assordante, sono stati tantissimi ad usare questa funzione.
Lo stile Ghibli non è certo cosa nuova, ma la fin troppo facile possibilità ad avere ritratti e immagini basati sullo stile dello studio d’animazione dietro Totoro e La Città Incantata, ha ingolosito il mondo intero, da squadre di calcio, politici, giornalisti fino alle persone comuni. Tutti si sono fiondati su ChatGPT in massa per ottenere con una semplice richiesta la versione Ghibli di loro stessi. Uno schiaffo alla creatività e all’originalità , attraverso un processo di imitazione freddo e meccanico che non sembra per nulla allarmare chi ne fa uso. Miyazaki, che ancora non ha proferito parola sull’evento, si era espresso in modo radicale contro l’IA nel 2016 all’interno del documentario Never Ending Man. “È veramente disgustoso. Chiunque è libero di fare queste cose ributtanti, se lo desidera, ma non voglio che entrino a far parte del nostro lavoro. A mio parere questo è un vero affronto alla vita”.
Tra i molti account di una certa notorietà ad aver usato lo stile Ghibli, spicca quello di Fratelli d’Italia che ha postato un’immagine della leader Giorgia Meloni accompagnata da bandiere italiane e nella sua veste di premier.
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Rimanendo in tema, anche la Casa Bianca ha sfruttato la moda del momento, generando un’immagine Ghibli che mostra una migrante illegale con le manette ai polsi, accusata di essere coinvolta nel traffico di fentanyl. Ma anche squadre di calcio blasonate come l’Inter, che ha fatto un intero album ghiblizzato di amarcord, i giornali sportivi, nonché interi campionati come la Premier League hanno cavalcato l’onda mandando così in crisi i server di Altman. Una moda fuori controllo che ha giustamente acceso il dibattito sul diritto di copyright, con tante discussioni e vignette satiriche ad accompagnare. Come andrà a finire?
L'articolo La Ghibli-mania fuori controllo manda ChatGPT in down proviene da SentieriSelvaggi.
Riprende il corto Il barbiere complottista e parte da un'idea divertente nei suoi risvolti sconcertanti, ma si perde nel dipanare la storia. Da oggi in tour.
L'articolo Il complottista, di Valerio Ferrara proviene da SentieriSelvaggi.
Nella periferia romana il barbiere del quartiere (Fabrizio Rongione) assilla i suoi parenti, clienti ed amici con le sue teorie complottiste, che spaziano dalla politica allo spionaggio internazionale. Il suo pensiero è ormai un’ossessione prodotta principalmente dalle ore e ore trascorse online e sui social più disparati. Nessuno lo prende sul serio, anzi, il più delle volte diventa oggetto di scherno della comunità . L’apoteosi la raggiunge quando si convince e vuole convincere tutti di un misterioso dialogo in alfabeto morse che i lampioni sulla strada, con la loro luce intermittente, lanciano segretamente. Questa sua folle teoria trova l’appoggio dello youtuber del posto, a caccia di scoop e di persone da mandare allo sbaraglio, soprattutto per interesse personale. Una sera la Digos, interrompendo la cena in famiglia, invita il barbiere in caserma per degli accertamenti e questo evento fa prendere una piega inaspettata alla vicenda. Da quel momento in poi, molti cominciano a crederlo e a considerarlo un eroe, il portatore di verità occulte, dando prova che il complottismo è una pratica molto più comune di quanto si possa pensare, proprio in considerazione del labile confine tra realtà e finzione in cui viviamo.
Il ventinovenne regista Valerio Ferrara, in passato assistente di Marco Bellocchio, diplomato al Centro Sperimentale, gira Il complottista, esordio al lungometraggio, ripartendo da un’idea del suo corto, Il barbiere complottista, vincitore del premio Cinef al Festival di Cannes nel 2022. Presentato in Concorso nella sezione Panorama Italia di Alice nella città della Festa del Cinema di Roma del 2024, sembra ancora troppo legato al corto originario. In definitiva, Il complottista mostra il respiro corto, che parte da un’idea importante ed anche divertente nei suoi risvolti sconcertanti, ma si perde nel dipanare la storia, si sfilaccia inesorabilmente nel raccontare soprattutto quel senso di solitudine che il protagonista subisce. Credere in un complotto da appunto un senso di potere, di controllo, si pensa di riuscire a vedere ciò che gli altri non vedono. In un modo strano, può dare sollievo alle proprie insoddisfazioni quotidiane. Tutto questo è appena sfiorato da Valerio Ferrara che evidentemente ha preferito seguire più la strada della commedia “leggera”, mostrando comunque uno sguardo attento ed interessante sui tormenti del contemporaneo.
Regia: Valerio Ferrara
Interpreti: Fabrizio Rongione, Antonella Attili, Antonio Gerardi, Fabrizio Contri, Roberto De Francesco, Ernesto Mahieux, Ilir Jacellari, Zoe Massenti, Valerio Desirò, Bruno Pavoncello, Giulia Petrini
Distribuzione: PiperFilm
Durata: 85’
Origine: Italia, 2024
L'articolo Il complottista, di Valerio Ferrara proviene da SentieriSelvaggi.
Il celebre attore se ne è andato a 65 anni per una polmonite. Ha avuto una carriera straordinaria, tra grandi successi come Top Gun e Batman Forever e interpretazioni memorabili con The Doors e Heat
L'articolo È morto Val Kilmer proviene da SentieriSelvaggi.
Val Kilmer è morto il 1 aprile a Los Angeles, città dov’è nato, a causa di una forte polmonite all’età di 65 anni. Dal 2015 lottava contro un tumore che lo ha portato a sottoporsi ad una tracheotomia pochi anni dopo. Nonostante questo, anche negli ultimi anni è riuscito comunque a partecipare a film come L’Uomo di Neve, di Tomas Alfredson e Song to Song, di Terrence Malick. Ma soprattutto è riuscito a riprendere il ruolo di Iceman per Top Gun: Maverick, di Jospeh Kosinski. Il suo esordio risale al 1984 nella commedia Top Secret! dei fratelli Zucker e Abrahams. Qui interpretava Nick Rivers, cantante surf rock americano che per sbaglio si ritrova nella Germania Est.
Ancor prima di questo, dopo un’infanzia turbolenta tra separazione dei genitori e morte del fratello, Val Kilmer ha iniziato ad avvicinarsi al teatro. Grazie al suo talento è arrivato ad iscriversi alla Juilliard School, una delle principali scuole d’arte e spettacolo del mondo. È stato lì che il giovane Kilmer ha rifiutato un ruolo ne I Ragazzi della 56° Strada, di Francis Ford Coppola. Questo perché aveva paura che la sua compagnia di teatro si sciogliesse a causa della sua assenza. Ma sono passati solo pochi anni da quell’evento affinché Val Kilmer potesse dimostrare il suo talento sul grande schermo.
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Poco dopo l’esordio prima citato, il suo primo grande ruolo è stato infatti quello di Iceman al fianco di Tom Cruise nel film cult Top Gun, di Tony Scott. Dopo il fantasy Willow, di Ron Howard, tratto da un soggetto di George Lucas, arriva al ruolo che lo ha portato alla fama internazionale: Jim Morrison nel film di Oliver Stone The Doors del 1991. Quest’interpretazione gli ha portato il plauso della critica, oltre agli stessi componenti della band che si sono detti sorpresi dalle performance vocali dell’attore. Per prepararsi a questo ruolo Val Kilmer si vestiva e frequentava gli stessi locali di Jim Morrison, così tanto da andare in terapia per uscire dal personaggio dopo le riprese.
Sempre negli anni ’90 ha continuato a recitare in film di grande impatto come Tombstone, di George Pan Cosmatos, western di successo insieme a Kurt Russell. Nel 1995 è arrivato a indossare la maschera di Batman nel film di Joel Schumacher Batman Forever, in un cast all-star che vedeva la presenza anche di Nicole Kidman, Tommy Lee Jones e Jim Carrey. Ma è stato con Heat – La Sfida, di Michael Mann che, pur in un ruolo secondario, Val Kilmer ha dato sfoggio del suo talento. Nel film il suo personaggio, il ribelle Chris, riesce per larghi tratti anche a rubare l’attenzione ai due protagonisti, interpretati da due mostri sacri come Robert De Niro e Al Pacino.
Oggi viene ricordato da molti personalità dello spettacolo che hanno collaborato con lui nel corso degli anni e i messaggi di cordoglio non si sono fatti attendere. Come Michael Mann appunto, che sul suo profilo Instagram dichiara; “mentre lavoravo con Val in Heat, ho notato l’incredibile varietà e l’energia che imprimeva nel suo personaggio, e nonostante gli anni passati a combattere contro la malattia ha sempre mantenuto il suo spirito, questa è una notizia tremendamente triste”. Anche Francis Ford Coppola, che lo ha diretto nell’ingiustamente bistrattato Twixt, ricorda: “Val era il più talentuoso della sua scuola e il suo talento non ha fatto altro che crescere, era una persona meravigliosa con cui lavorare, una gioia averlo conosciuto, lo ricorderò per sempre”.
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La nostra TOP FIVE:
5) Batman Forever, di Joel Schumacher
4) Heat – La sfida, di Michael Mann
3) The Doors, di Oliver Stone
2) Il santo, di Philip Noyce
1) Top Gun: Maverick, di Joseph Kosinski
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Il festival friulano sul cinema documentario torna con un programma di eventi che comprende masterclass, cineconcerti e un concorso di lungometraggi presieduto da Minervini, Parenti e Fgaier
L'articolo 18° Pordenone Docs Fest: il programma proviene da SentieriSelvaggi.
Il Pordenone Docs Fest – Le Voci del Documentario, organizzato da Cinemazero, torna con la sua diciottesima edizione dal 2 al 6 aprile.
Tra le tematiche principali della manifestazione troviamo quella della guerra e delle sue precarie tregue (su tutte Israele/Palestina e Ucraina), a cui saranno dedicate le due retrospettive, dal titolo “Nuovo Cinema Palestina” e “Bella Ciao!”, oltre ai diritti, l’ecologia, la storia e il paesaggio. Il programma prevede ventotto anteprime nazionali, alcune prime mondiali ed europee e tre masterclass, di cui una con la regista Adele Tulli che presenta Real e Normal nella sezione Italian Doc, Future!. La seconda e la terza masterclass vedranno protagonisti Roberto Minervini, presidente di giuria di questa edizione del festival, e Martina Parenti, che parlerà di cinema del reale e archivio.
Tra i film in anteprima nazionale saranno proiettati titoli come Queer As Punk di Yih Wen Chen, Un pays en flammes di Mona Convert, Eyes of Gaza di Mahmoud Atassi, Plastic People: The Hidden Crisis of Microplastics di Ben Addelman e Ziya Tong e La Mutante di Constanza Tejo Roa.
Importante è anche il lavoro di commistione tra musica e cinema che viene fatto dal festival: mercoledì 2 aprile, in apertura, andrà in scena il cineconcerto – dedicato a Malcolm X nel centenario della sua nascita – intitolato X! Cinesuite for Malcolm, opera che unisce jazz e materiali d’archivio, fotografie e disegni. Sarà inoltre presentato, in anteprima nazionale, il film Her name was Moviola, che racconta la storia del sistema della moviola con la presenza in sala di Walter Murch, montatore e tecnico del suono di film quali La conversazione e Apocalypse Now.
Qui il programma completo.
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